ARTE E CULTURA A OSIMO

Sì alla sorpresa dell'arte in ogni sua espressione

Difficile poter racchiudere in poche righe la ricchezza di capolavori dell’arte e la raffinata bellezza delle architetture che nei secoli hanno impreziosito la città di Osimo. Gli amanti del teatro potranno vivere delle vere emozioni durante una serata a La Nuova Fenice, uno dei teatri storici più grandi e interessanti delle Marche.
Lasciatevi emozionare!

Teatro La Nuova Fenice

E’ uno dei più bei teatri storici delle Marche. Fu costruito in stile neoclassico sulle rovine di un precedente edificio teatrale. L’architetto Gaetano Canedi infatti, a partire dal 1877, vi lavorò assiduamente per far rinascere “La Fenice”. Nel settembre 1894, “La Nuova Fenice” fu inaugurato con la rappresentazione della Carmen di Bizet.

L’interno a ferro di cavallo, è caratterizzato da artistiche decorazioni ottocentesche e si sviluppa su tre ordini di palchi più il loggione che possono arrivare ad ospitare 444 persone. Sul palcoscenico risaltano i colori del bellissimo sipario storico, dipinto dallo scenografo Alfonso Goldini e recentemente restaurato.

Numerosi gli spettacoli che il Teatro La Nuova Fenice di Osimo propone durante tutto l’anno. Particolarmente apprezzata è la stagione di prosa invernale, che vede protagonisti, oltre a grandi nomi del teatro italiano, anche giovani studenti di recitazione.

QUI puoi trovare tutti gli appuntamenti in programma.

Museo Civico

Da giugno a settembre:
venerdì e sabato 18:00 – 20:00,
domenica e festivi 10:00 – 12:30 e 18:00 – 20:00.

Da ottobre a maggio:
venerdì e sabato 17.30 – 19.30,
domenica e festivi 10:00 – 12:30 e 17:30 – 19:30.

Aperto negli altri giorni su prenotazione al numero 071 7231773 (Biblioteca Comunale).

Intero € 2,00
Ridotto € 1,00 per bambini dai 6 ai 12 anni, gruppi di almeno 15 persone e convenzionati.
Cumulativo con il Museo Archeologico € 3,00
Gratuito per minori di 6 anni e disabili con accompagnatore.

Nell’ala orientale dello splendido Palazzo Campana, è ospitato il Museo Civico di Osimo che custodisce al suo interno opere provenienti dalla Civica Raccolta d’Arte, dai palazzi pubblici e dalle chiese della città ormai in disuso come San Filippo Neri e San Silvestro.

Cinque sale in ordine cronologico vi condurranno in un viaggio nell’arte dal medioevo all’età contemporanea. Il biglietto vale sicuramente la visita per ammirare La Madonna con Bambino e Angeli, scultura risalente al XII secolo; gli affreschi trecenteschi di Andrea da Bologna; il prezioso polittico dei fratelli veneziani Antonio e Bartolomeo Vivarini raffigurante l’Incoronazione della Vergine (1464) o le linee evanescenti e i vivaci colori dei dipinti di Claudio Ridolfi, altro artista veneto ma marchigiano d’adozione. A rappresentare le diverse anime artistiche del Seicento barocco troviamo opere di pregio firmate dalla mano del Pomarancio, l’emozionante sguardo estatico del San Francesco del Guercino e i forti contrasti chiaroscurali della Vestizione di San Silvestro di Giovan Francesco Guerrieri, soprannominato il “Caravaggio delle Marche”, solo per citare i più noti.

Il museo ospita anche una nutrita serie di opere di arte contemporanea donazione di artisti marchigiani: scene di genere, paesaggi locali, ritratti di illustri osimani, ma anche disegni e stampe. Di notevole interesse sono la serie di xilografie di Bruno Marsili, detto Bruno da Osimo, fra cui spicca La Virgo Lauretana e i disegni a tecniche miste di Luigi Bartolini, artista poliedrico che trascorse parte della sua esistenza ad Osimo. Troverete curioso il soppalco nell’ultima sala, dove sono esposte circa 250 statuine in cartapesta ad opera dell’artista Luigi Guacci, ricca donazione di un collezionista locale.

Museo Diocesano

Aperto su prenotazione ai numeri 348 6017673 – 347 7716466

Intero € 3,00

Ridotto € 2,00 per gruppi di almeno 15 persone

Nel cortile del Palazzo dell’Episcopio, dove si affacciano l’ingresso della Cattedrale e del Battistero, troviamo l’entrata del Museo Diocesano, un vero e proprio percorso di fede che raccoglie in sedici sale le testimonianze della storia ultra millenaria della comunità cristiana di Osimo.

Al suo interno sono raccolte numerose sculture e dipinti, paramenti sacri e reliquiari. Tra le bellezze qui gelosamente custodite spiccano per importanza una lamina in argento rappresentante San Leopardo, primo vescovo di Osimo (arte italo-bizantina del VII-VIII sec.) e una croce in metallo argentato e dorato, attribuita a Gian Lorenzo Bernini, che, secondo la tradizione, contiene una reliquia della Santa Croce.

Non si può non ammirare la bellezza di opere quali i polittici di Pietro di Domenico da Montepulciano (1418) e di Battista Franco detto il Semolei (1547), o la Madonna col Bambino e i Santi Filippo e Giacomo, opera di Simone De Magistris del 1585.

I tessuti e gli argenti del piccolo “Tesoro” della Cattedrale e un raro esempio di organo ad ala positivo del XVII sec. ancora in perfette condizioni, completano il quadro delle piccole meraviglie conservate all’interno di questo inestimabile scrigno d’arte e di storia.

Cattedrale di San Leopardo

Aperta tutti i giorni 8:00 – 12:30 / 15:30 – 19:00.

Salendo via dell’Antica Rocca, verso il punto più alto della città, scopriamo la splendida Cattedrale di San Leopardo e Santa Tecla, che domina maestosa la collina. Realizzata in pietra bianca rappresenta sicuramente uno degli esempi più belli di architettura romanico-gotica delle Marche.

L’originaria struttura, risalente agli anni a cavallo tra XII e XIII sec. sorge su una primitiva chiesa del V sec. e sulle rovine di un preesistente tempio pagano dedicato alle divinità della salute, Esculapio e Igea. Nel corso del tempo subì varie modifiche senza perdere l’antica austerità, che si riflette ancora oggi nella facciata esterna.

Concedetevi tutto il tempo necessario per individuare le molteplici figure animali ed umane che decorano il grande rosone e i pregevoli portali in pietra sotto il portico. Non riscendete la scalinata senza aver prima ammirato la lunetta a destra con la Madonna in trono e Bambino e Santi Apostoli, all’ombra degli archi a tutto sesto.

Proseguite poi lateralmente verso il cortile del palazzo episcopale per accedere al solenne interno a tre navate, contornato da cinque cappelle. Gli altari della navata destra sono stati realizzati dall’eclettico architetto Costantini. Tra i dipinti e gli affreschi si segnalano opere di Gian Domenico Lombardi, Francesco Albani, Elmo Cappannari.

Una particolare menzione va fatta per la tela dell’Ecce Homo attribuita a Guido Reni nella Cappella della Sacra Spina. Lo stupore culmina quando lo sguardo viene naturalmente attratto dal Cristo Pantocratore nell’abside affrescata dal pittore romano Virginio Monti.

Se volete avvicinarvi per ammirarne i dettagli, salite le scale che portano al presbiterio. Scoprirete di camminare su un meraviglioso pavimento a mosaico in stile cosmatesco del XIII secolo con onde che richiamano simbolicamente la piscina di Siloe a Gerusalemme.

Prima di uscire, una doverosa visita spetta alla cripta del XII secolo firmata da Mastro Filippo che la portò a termine nel 1191. Cercate bene il cartiglio con la data impresso sul soffitto! E’ evidente come il maestro comacino abbia riutilizzato materiali di recupero romani e bizantini, soprattutto se si guardano i sedici capitelli delle colonne, tutti diversi fra loro, sia per decorazioni che materiale. Il paliotto dell’altare maggiore con il Sarcofago dei SS Martiri rappresenta l’Adorazione dei Magi e l’episodio biblico di Giona che esce dalla bocca della balena nella parte superiore, mentre in basso riporta sorprendentemente una scena di caccia pagana: un affascinante sincretismo culturale.

Il Battistero

Aperto tutti i giorni secondo gli orari della Cattedrale.

Nell’edificio adiacente alla Cattedrale, scorgiamo la porta della Chiesa di San Giovanni Battista, edificata probabilmente nel XII secolo, ma di cui non si hanno notizie certe.

Oggi è chiamata Battistero, perché preserva all’interno il pregevole Fonte Battesimale in bronzo forgiato dai fratelli Tarquinio e Pier Paolo Jacometti di Recanati nella prima metà del XVII secolo.

Di notevole interesse artistico sono anche il sontuoso soffitto a cassettoni dell’artista jesino Antonio Sarti rappresentate episodi della Bibbia legati all’acqua e al suo potere salvifico e l’altare con la tela raffigurante il Battesimo di Cristo di scuola marattesca.

Con il restauro, sono tornati alla luce alcuni stralci di precedenti affreschi nella parete nord dell’antica chiesa tra i quali spicca una croce in mezzo ad alcune stelle.

Chiesa SS Trinità

guido reni ss trinità osimo

Aperto nei giorni feriali 9:00 – 12:30 / 15:30 – 19:00.

Di fronte il Palazzo Comunale di Osimo non può non colpire la facciata arricchita di preziosi marmi policromi della Chiesa della SS Trinità, meglio conosciuta localmente come Chiesa del Sacramento della quale si hanno notizie sin dal 1272.

Nel XIX secolo l’architetto Costantino Costantini ne seguì la ristrutturazione, aggiungendo le decorazioni che l’abbelliscono ancora oggi.

Degna di nota è la pala d’altare custodita all’interno attribuita a Guido Reni raffigurante la Trinità e la Santa Casa di Loreto. L’angolo in basso a destra del dipinto ci rivela il ritratto del committente: il vescovo Card. Antonio Maria Gallo, al tempo protettore della Santa Casa e tesoriere di papa Sisto V.

Basilica San Giuseppe da Copertino

Aperto tutti i giorni 6:30 – 12:30 / 15:30 – 20:00.

L’austera facciata esterna del santuario risale al XIII secolo, ma gli interni sono frutto di un rifacimento in stile barocco molto più tardo, che crea agli occhi del visitatore un sorprendente contrasto.

Dal punto di vista artistico, la basilica offre opere pittoriche di indubbio valore. Nel secondo altare di sinistra si conserva una mirabile Madonna col Bambino e Santi di Antonio Solario da Venezia (1503) in cui alcuni scorgono le fattezze di Boccolino da Guzzone nella figura del giovane soldato inginocchiato sulla destra.

Alcuni minimi frammenti degli affreschi originari dell’interno duecentesco sono ancora visibili come la dolce Vergine Annunziata detta “Madonna del Volto” nell’archivolto tra il secondo e terzo altare di destra. Nell’ultimo altare sulla destra vi sorprenderà la scenografica e caravaggesca pala di Mattia Preti, Visione di Sant’Antonio da Padova.

Nell’abside vi accoglie a braccia aperte la figura di San Giuseppe da Copertino, maestoso nella sua gloria d’angeli, che invita l’osservatore ad alzare gli occhi verso la grandiosa cupola affrescata dalla mano di Gaetano Bocchetti.

Entrate pure a sinistra nella sacrestia del santuario, per ammirarne i soffitti con gli affreschi raffiguranti i Quattro Evangelisti (XIV sec) e il dipinto di Ludovico Mazzanti con San Giuseppe da Copertino in estasi alla vista del Santuario di Loreto (XVIII sec).

Proseguendo nella “Cappella privata” dove il santo compiva i suoi mistici voli, troverete un magnifico altare ligneo con la tela che raffigura con colori vivi la Purificazione di Maria, una splendida opera del XVII secolo appartenente all’ambito di Claudio Ridolfi.

Ripercorrendo la navata verso l’uscita, soffermatevi ad ammirare l’affresco raffigurante San Francesco d’Assisi che lascia il porto di Ancona. Il Poverello salpò in missione verso l’Oriente, il 24 giugno 1219, dopo aver fatto tappa nella città di Osimo.

Chiesa di San Marco

Aperto nei giorni feriali 7:30 – 12:30 / 15:30 – 19:00.

E’ la prima chiesa che si incontra, accedendo ad Osimo da Porta Vaccaro. Rappresenta l’unica testimonianza di un complesso conventuale sorto agli inizi del XIV sec., poi modificato nel corso del XV dai frati domenicani.

Il fastoso interno barocco, a navata unica, custodisce opere d’arte di pregevole fattura come la tela della solenne pala d’altare raffigurante la Madonna del Rosario col Bambino e i Santi Domenico e Santa Caterina da Siena dell’artista di Cento, Giovan Francesco Barbieri, detto Il Guercino, o l’affresco quattrocentesco di Pietro di Domenico da Montepulciano che ritrae la Madonna in trono con Bambino e Santi, l’unica parte ancora visibile della chiesa originaria.