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Le Leggende |
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Anche Osimo, come la maggior parte delle città di origine antica, custodisce segreti e leggende, che tramandate oralmente di generazione in generazione, sono giunte ai nostri giorni.
Spettri e folletti, figure mostruose e misteriose sono protagonisti dei racconti di piazza, a volte usati per movimentare una serata tra amici, altre per spaventare i ragazzi più indisciplinati. “La Paora” e “Lo Sprevengolo” ne sono un esempio. Mentre la prima, vestita di un saio, appare di notte laddove si dice siano sepolti tesori, spaventando gli eventuali profanatori, il secondo, detto anche “L’incubo”, con un buffo copricapo d’oro zecchino, si siede sul ventre dello sfortunato dormiente, impedendogli di muoversi e respirare. Tradizione vuole che presso le antiche mura, in Via Fonte Magna si aggiri invece il fantasma di “Bombetta”, povera vittima di un omicidio avvenuto in quel luogo nel lontano 1874.
L’atmosfera misteriosa si respira anche in centro, all’interno di Palazzo Balleani-Baldeschi, dimora cinquecentesca che presenta una finestra curiosamente sempre aperta, ma murata dall’interno. Alcuni degli inquilini, avvertendo strani rumori provenire da quella stanza, inaccessibile sia dall’interno che dall’esterno, decisero di demolire parte del muro e vi trovarono uno scheletro. Da quel giorno in avanti la finestra fu lasciata spalancata, così da permettere all’anima di lasciare il posto in cui era stata murata viva. Da allora non si è più sentito alcun rumore sospetto.
Sono queste le tradizioni che fanno di Osimo una città ancora più affascinante e la rendono allo stesso tempo bella e segreta. |
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