| Grotta del Cantinone |
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Piuttosto estese e di notevole interesse storico si trovano, sottostanti il Mercato Coperto ed il Convento di San Francesco. Si tratta dell’unico percorso ipogeo oggi sempre fruibile, in quanto l’ingresso è di proprietà comunale. Dopo una ripida scalinata ci si trova di fronte all’ingresso vero e proprio della grotta: una lunga galleria alta circa 2 metri, affiancata da una serie di nicchie disposte una di fronte all’altra. Lungo le pareti e il soffitto sono facilmente visibili i segni degli strumenti, scalpelli e picconi, utilizzati nel Medioevo per riadattare l’originaria struttura. Procedendo lungo il tracciato e volgendo lo sguardo verso l’alto, si nota un camino con una serie di pedarole laterali, che un tempo servivano, a mò di scala, per accedere alla grotta. Andiamo avanti fino ad un bivio riconoscibile dalla presenza di due cuori incisi l’uno nell’altro; questo conduce ad una nicchia probabilmente utilizzata in passato come luogo di preghiera e raccoglimento, funzione confermata dal fatto che sulla parete sono scolpite una croce e una scanalatura, segno di un antico altare. Se si volge lo sguardo in alto a destra si nota una parete di mattoni, traccia dell’ingresso realizzato durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la grotta venne adattata dal Genio Civile a rifugio antiaereo. Ci ricolleghiamo alla galleria iniziale. Arrivati in fondo, a sinistra si scorge l’antico ingresso, un tempo scavato dai frati del soprastante convento francescano per accedere con più facilità alla struttura. Questo passaggio oggi non è più agibile perché franato. Guardandoci intorno riconosciamo sulle pareti due simboli cristiani: l’acronimo di Maria, Madre di Gesù, e una croce che sovrasta tre monti, rappresentazione della Crocifissione. Percorriamo un tratto della seconda galleria fino a raggiungere una nicchia contenente un pozzo, rivestito di mattoni, che i francescani utilizzavano per rifornirsi d’acqua. Continuando si arriva ad una sala circolare, detta dei Frati Oranti per la presenza, sul pilastro centrale, di bassorilievi che rappresentano frati in atteggiamento di preghiera. Tra questi, il meglio conservato è quello che ritrae San Francesco d’Assisi nell’atto di ricevere le stigmate. Alla fine dell’itinerario non si può non notare il cunicolo idraulico, che in epoca romana era parte dell’acquedotto della città. Qui finisce il percorso sotterraneo, lungo circa trecento metri, parte infinitesimale della complessa rete ipogea (lunga circa 9 km) che caratterizza Osimo. In determinati periodi dell’anno è possibile prolungare l’itinerario sotterraneo grazie all’apertura di altre grotte di proprietà privata, che, in quanto prive di illuminazione elettrica, permettono al visitatore di provare in prima persona sensazioni di un tempo passato. |



















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