Osimo Romana

La collina su cui sorge Osimo fu contesa nel tempo da popoli diversi, che hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio. Arroccata al centro della Val Musone, grazie alla sua posizione strategica, nel II sec. a.C. divenne un’importante colonia romana, l’antica Auximum, a controllo delle vie di transito fra l’entroterra e il mare. Una città ricca e magnifica con le sue mura, le strade, i templi. Oggi poco è rimasto dell’antico splendore romano, ma quel poco, a distanza di secoli, ci meraviglia ancora e aspetta solo di essere riscoperto.

Il Lapidarium
Catapultiamoci nella Osimo di 2200 anni fa, varcando la soglia del palazzo Comunale, e lasciamoci accogliere dalle dodici imponenti statue, che seppur senza testa, sembrano quasi osservarci mute dall’alto dei loro piedistalli. Contempliamo queste statue, soffermiamoci a leggere le iscrizioni lapidee, osserviamo con attenzione i frammenti architettonici, e di colpo ci ritroveremo protagonisti di una pagina di storia, spettatori attenti di una rappresentazione teatrale, o ancora testimoni di una seduta del senato.

Il loggiato comunale
Un mondo parallelo si apre ai nostri piedi percorrendo il loggiato comunale, dove, recenti lavori di restauro hanno portato alla luce un ricco substrato di storia e archeologia che dalla dominazione romana arriva al XVII secolo: riconosciamo le strutture murarie dell’antico foro romano, i frammenti di un edificio del VII secolo e i resti in muratura di quella che fu la chiesa di Santa Maria della Piazza. E commuoviamoci osservando, in piccole nicchie appositamente scavate, le ossa e gli scheletri, coperti dalla polvere dei secoli, di uomini, donne, bambini deceduti forse a causa di una grave epidemia.

Porta Musone
Tre erano le antiche porte di accesso alla città romana di Osimo, ma una sola ha sfidato il tempo e l’uomo ed è rimasta là, dove era stata costruita, immobile, solitaria, imponente. E’ porta Musone che ci accoglie sul lato meridionale delle mura, ingresso alla città per chi percorreva l’antica via Flaminia. Sormontata nel medioevo da un torrione difensivo e circondata da botteghe artigiane, non ha perso nulla dell’antico fascino e oggi come ieri ci schiude i segreti di una città millenaria

La zona sacra
Sul punto più alto del colle, là dove oggi si eleva il duomo, un tempo sorgeva nobile e imponete il tempio capitolino, la cui costruzione fu voluta dallo stesso Caio Giulio Cesare. Era questa la zona sacra e le vestigia del culto passato rivivono ancora nella cripta della chiesa, dove una selva di antiche colonne aspetta di essere esplorata per mostrarci qua e là l’arte preziosa di meravigliosi sarcofagi

Mura e Fonte Magna
E’ il 174 a.C. quando viene posata la prima pietra di quell’imponete baluardo difensivo che doveva essere la cinta muraria della città romana: 1700 metri di blocchi di arenaria giustapposti uno sull’altro. Seguiamone il tracciato lungo Via Fonte Magna, dove un unico e inalterato tratto si estende ancora per 200 metri, muta sentinella della Osimo che fu. E a ridosso delle mura, immersa nel verde dei muschi e delle felci, scorgiamo l’antica Fonte Magna, un ninfeo romano risalente al I secolo a.C., per secoli principale sorgiva della zona. Soffermiamoci ad assaporare i profumi e ascoltare i suoni di questo luogo magico, che ci racconta di un antico condottiero che qui si è fermato ad abbeverare i suoi cavalli.

Villa Rustica di Montetorto
Nella fertile e ridente campagna osimana, in località Casenuove, a pochi chilometri da Osimo, sui dolci pendii del colle Montetorto, è stato rinvenuto un importante impianto di produzione agricola di olio e vino, databile alla fine del I sec a.C. e un tempo parte di una villa rustica romana. Lasciamoci guidare alla scoperta di questo sito raro nel suo genere e di notevole interesse archeologico, e passeggiamo intorno agli ambienti dei grandi torchi vinari e oleari, immutati nel tempo e ancora ben visibili; proviamo ad immaginare i torchi in azione e il profumo del mosto e dell’olio che spremuti convogliavano, attraverso le canalette di scolo, nelle vasche e nei magazzini adibiti alla conservazione. E riviviamo i tempi gloriosi di quella che doveva essere una florida attività commerciale. Nel IV sec. la villa subì un cambiamento e vi fu realizzato anche un centro di lavorazione artigianale della ceramica e del metallo. Ne sono testimonianza i numerosi orci, attrezzi e reperti rinvenuti, oggi confluiti nel Museo Archeologico della città.