Alberi Monumentali

Alberi Monumentali
Il pino d’Aleppo è una conifera tipica degli ambienti mediterranei, nelle vicinanze, possiamo trovarlo nel Parco Regionale del Conero dove forma nuclei monospecifici o misti insieme al leccio ed altre latifoglie. L’epiteto specifico “halepensis” deriva da Aleppo (Haleb) città situata nella Siria settentrionale.
È una pianta termofila che cresce velocemente ed è molto resistente alla siccità estiva tipica del clima mediterraneo. La corteccia (2) è grigiastra inizialmente, poi con l’età tende a diventare rossiccia ed a fessurarsi. Gli aghi (1) sono raggruppati in gruppi di due e sono verdi chiari, lunghi dai 6 ai 12cm. I fiori maschili e femminili sono entrambi presenti sulla stessa pianta e si formano tra marzo e maggio con colorazioni verdi e violacee. I coni o pigne (3), sono ovali e misurano dai 5 ai 10 cm di lunghezza.
Il pino d’Aleppo possiede un apparato radicale profondo, con un fittone centrale molto resistente ed altre radici laterali localizzate superficialmente.
Questa specie arborea è autoctona ed è stata a lungo impiegata nei rimboschimenti in gran parte della penisola italiana grazie alla sua crescita rapida e alla sua resistenza in condizioni di stress idrico. Un’altra caratteristica importante è quella di avere coni serotinici, cioè le squame che compongono i coni liberano i semi che vengono dispersi quando all’esterno ci sono alte temperature prodotte dagli incendi.
L’esemplare di fianco a voi, è stato dichiarato “albero monumentale”, grazie alle sue notevoli dimensioni e al suo portamento. Negli archivi osimani purtroppo non è possibile risalire all’età della pianta ma possiamo ipotizzare che la sua età che si aggira tra i 120 ed i 130 anni.
Il legno di questa specie è di scarsa qualità ma la pianta offre altri prodotti. La resina di questo albero viene tutt’oggi estratta, è commestibile e viene impiegata nella conservazione di alimenti. Inoltre dalla resina viene estratta la trementina utilizzata nelle industrie per la produzione di solventi, vernici, colle e preparati farmaceutici. In Grecia è impiegata per ottenere i famosi vini resinati. I semi invece sono un fondamentale ingrediente per un piatto tipico tunisino chiamato “assidat zgougou” ovvero crema di semi di pino d’Aleppo.
Foto: Matteo Natalucci Testo: Tommaso Spilli
 
M. Ferrari e D. Medici (1998)  Alberi e Arbusti in italia. Manuale di Riconoscimento Edagricole.
 
San Miguel Ayaz,  J. de Rigo, D. Caudullo, G. Houston Durrant, T. A. (eds) 2016 European Atlas of Forest Tree Species. Publication Office of The European Union, Luxemburg

 

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