I reperti del loggiato

In seguito ai lavori di restyling del loggiato comunale sono riaffiorati importanti reperti archeologici. Riferendosi a costruzioni e luoghi succedutisi nel corso dei secoli, essi rappresentano un’ulteriore testimonianza di quanto sia ricco il passato della nostra città, dall’insediamento piceno all’Ottocento,  attraversando la fase romana, il Medioevo, il Rinascimento e il Barocco.

Resti di edifici, gli scheletri e la statua, forse raffigurante Plotina

Durante gli scavi sono emerse alcune strutture in muratura. Degne di nota quelle di “Santa Maria della Piazza”, chiesa del XVII secolo, verosimilmente costruita sulle fondamenta di un precedente edificio risalente al VI-VII secolo. Sono stati ritrovati anche degli scheletri, probabilmente appartenenti a persone decedute a causa di una grave epidemia, come la peste. Tra questi, una scena particolarmente commovente: una giovane donna abbracciata al figlioletto.

Ma il rinvenimento più importante è stato senza dubbio quello di una statua femminile - la parte inferiore - realizzata in pregiato marmo greco, la cui resa del panneggio e le cui trasparenze dimostrano l’elevata qualità. Tale opera è confrontabile con una statua ritrovata in Tunisia che sembra ritraesse Plotina, la moglie di Traiano. Il modello si riferisce ad originari greci di fine IV sec a.C. assimilabili alla tipologia della pudicizia, utilizzati per raffigurare personaggi della famiglia imperiale o comunque appartenenti ad un alto rango.

Osimo continua quindi ad offrire interessanti spunti ai viaggiatori che anno dopo anno scelgono di visitarla. Basta affacciarsi sotto il loggiato, non occorre una macchina del tempo, per conoscere ancora più a fondo la sua meravigliosa storia, lunga tremila anni.

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