Lapidarium

Entrando nell’atrio d’ingresso del Palazzo Comunale di Osimo andrete incontro ad un importante appuntamento con la storia.

Un importante appuntamento con la storia di Osimo

Ecco ad accogliervi dodici statue romane, tutte acefale, che dall’alto dei loro secoli potrebbero raccontarvi le vicissitudini dell’intera città. L’appellativo di “Senza Testa” dato ai cittadini osimani deriva proprio da queste sculture che con tutta probabilità sono rimaste semplicemente incompiute. Tra le tante ipotesi che aleggiano invece sulla loro decapitazione, quella più avvincente vuole che a tagliare le teste come atto di sfregio sia stato il generale milanese Giangiacomo Trivulzio che per conto del papa nel 1487 cacciò il tiranno Boccolino da Guzzone dalla città, perché aveva osato pretendere l’indipendenza dallo Stato Pontificio. Non si esclude, però, il fatto che le teste siano cadute nel corso di altre vicende belliche, come la guerra greco-gotica.

Nel Lapidarium sono inoltre conservati numerosi reperti d’epoca romana e medievale, in gran parte steli e fregi architettonici. Fra questi, si può apprezzare il rilievo raffigurante una processione di magistrati con littore, una stele con la figura del dio Attis e una pietra sepolcrale con una curiosa figura anguipede.

Il pezzo forte della collezione è senza dubbio il frammento che riporta la più antica iscrizione finora ritrovata con il nome di Pompeo Magno (52 a.C.), il famoso triumviro che proprio ad Auximum, antico nome latino di Osimo, cominciò la sua carriera politica e militare.

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